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Nimona, l’avventura per tutte le ragazze mostro

C’è solo una cosa più figa dell’avere un drago: TRASFORMARSI in un drago! Nimona è una mutaforma e riesce a fare anche questo. È per la sua particolare abilità che Ballister Cuorenero, il più grande supercriminale del regno, si è convinto a prenderla con sé come sua assistente. Obiettivo? Gettare il regno nel panico con un nuovo, eclatante piano malvagio.

In un mondo a metà strada tra il fantasy e il fantascientifico, dove draghi, streghe e cavalieri convivono con cellulari, televisione e formule scientifiche, Lord Ballister Cuorenero e Sir Lombidoro, il paladino del regno, sono destinati a scontrarsi nell’eterna lotta tra bene e male. Una lotta dai confini sempre più confusi, via via che la storia procede.

I primi capitoli del fumetto si incentrano sul rapporto tra il boss e la sua nuova, impulsiva assistente. Insieme, Ballister e Nimona pianificano di attaccare la città con draghi geneticamente modificati, guardano film di zombie, si scontrano e litigano spesso, lasciandosi alle spalle la propria solitudine. Poi si scoprono segreti inquietanti, sorgono dubbi, e il tono diventa più cupo: se le prime tavole erano dominate da colori caldi in contrasto con i neutri, verso la fine il verde e il giallo si riverberano minacciosi sul nero della notte.

Nimona, fumetti, recensione, Noelle Stevenson, young adult

I disegni sono essenziali e dinamici, al servizio di una storia brillante, ricca di contenuti senza la pretesa d’insegnare niente a nessuno.

Noelle Stevenson ha cominciato a scrivere Nimona come webcomic e prima ancora che il lavoro fosse finito la casa editrice HarperCollins ne ha acquistato i diritti di pubblicazione, mentre nel giugno 2015 la 20h Century Fox Animation ha mosso i primi passi per la realizzazione di un film d’animazione. Non c’è da stupirsi vista la rapidità con cui la giovane autrice ha raggiunto il (meritato) successo: solo cinque anni fa firmava con lo pseudonimo di Gingerhaze la sua re-interpretazione del Signore degli Anelli in chiave hipster, diventando poco dopo coautrice della serie Lumberjanes (una delle cose più belle che io abbia mai letto).

Il suo grande talento è scrivere personaggi realistici nella loro eccentricità. Nimona è si una potente mutaforma, ma parla a tutti coloro che sono in cerca della loro vera natura, del loro vero io. << A tutte le ragazze-mostro >> c’è scritto sulla prima pagina del libro, perché a ognuno di noi (maschi o femmine, adolescenti o adulti), capita di sentirsi corpo estraneo.

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Il cane che guarda le stelle

Ho letto Il cane che guarda le stelle di Takashi Murakami, ma non so se consigliartelo o meno. No, non è brutto, anzi tutto il contrario: è di una bellezza talmente struggente che la presunta morte di E.T., con Elliot che piange e il fiore appassito, è l’equivalente emotivo del bere un bicchier d’acqua. Per questo sono indecisa: vorrei risparmiarti qualche lacrima, ma poi ti perderesti qualcosa di bello.

Una vecchia auto abbandonata in un campo viene ritrovata dopo più di un anno. All’interno dell’abitacolo la polizia scopre il cadavere di un uomo. Ai suoi piedi riposa lo scheletro di un cane.
Sono i protagonisti della nostra storia.
Niente spoiler, te l’assicuro! Questa è la scena con cui Murakami ha deciso di cominciare il racconto per poi fare un balzo a ritroso al punto di partenza. Incontriamo il cane Happy ancora cucciolo e assistiamo allo sfaldamento della famiglia che l’ha adottato attraverso il suo sguardo affettuoso e al contempo estraneo ai mutamenti dell’animo umano.
Il cane che guarda le stelle è il diario di un viaggio senza meta attraverso il Giappone alla scoperta di se stessi che non si esaurisce con la morte dei protagonisti, ma continua in una storia separata e parallela.
Un omaggio tenero e sentito, forte di un tratto narrativo equilibrato e di splendidi disegni, dedicato ai nostri amici a quattro zampe che, per citare Murakami, “ci amano in modo sincero, da farci quasi sentire in colpa”.