Bassi pompati, synth, ritmi martellanti… Parliamo di musica elettronica e io sono del tutto al di fuori della mia comfort zone.
Pregiudizi musicali non ne ho. Certo ho le mie preferenze che spaziano abbastanza tra i generi e, in teoria, la musica di Cosmo non ci rientra neanche di striscio. In teoria, appunto. Perché nella pratica ho assistito a due concerti del cantautore eporediese. Verdetto? Mi sono divertita entrambe le volte!

Cosmo in concerto a Genova

Prima ho familiarizzato con l’album che Marco Jacopo Bianchi (questo il nome che si cela dietro lo pseudonimo di Cosmo) sta portando in tour per l’Italia. Con melodie generate elettronicamente al computer e testi nello stile di Battisti, L’ultima festa è un cd energico, con qualcosa di originale da dire.
Il primo concerto è stato un’incognita. C’era un’allegria particolare perché il musicista a Ivrea giocava in casa, tra amici e famigliari. Il secondo sapevo cosa avrei visto e ascoltato; sapevo mi sarebbe piaciuto, e così è stato.
Nella data genovese del tour, la sorpresa di Cosmo è stata una scaletta che ha attinto molto dal suo primo album solista: Disordine. Di nuovo mi sono trovata fuori dalla mia comfort zone: di queste vecchie canzoni non ne conoscevo nemmeno una. Ma ormai il mio orecchio era allenato e non ha esitato ad assecondare questi nuovi ritmi.
A fine concerto mi sono regalata una t-shirt serigrafata. Si, perché la grafica del merchandising di Cosmo è bellina come poche!

Cosmo a Genova in concerto

 

Cosmo in concerto gif

Cosmo entrerà a far parte della mia routine quotidiana di ascolto, sul bus, facendo i lavori di casa, nei momenti di relax? No. Probabilmente no. È altrettanto probabile che la mia incursione nella musica elettronica finisca qui. L’importante è aver affrontato l’oscuro territorio al di là della zona di conforto (complice la compagnia degli amici) scoprendo che ciò che fa per me si può nascondere anche lì.

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