#RIPtwitter – Algoritmo si, algoritmo no?

il dibattito sull'algoritmo di twitter


Un feed basato su un algoritmo che sceglie per noi è il male? Si e no.

No perché il tempo che abbiamo a disposizione in una giornata è veramente poco, perciò ben venga uno strumento che ci velocizza il lavoro proponendoci contenuti mirati.
Si perché, come nota Mantellini, gli algoritmi sono “per ora, incredibilmente primitivi e soprattutto nelle mani sbagliate”.
L’idea di avere un Twitter sempre più simile a Facebook non mi aggrada molto (e mi domando se per un’azienda l’imitare la concorrenza sia la strada giusta per il successo), ma credo che ormai sia inevitabile. Twitter è sempre stato un social più ostico rispetto a Facebook e la timeline non cronologica sarà forse il primo passo verso una semplificazione in grado di coinvolgere utenti meno “esperti”.
Un buon compromesso sarebbe rendere l’algoritmo opzionale e quindi disattivabile dalle impostazioni dell’account. Una soluzione improbabile, ma, come si dice, la speranza è l’ultima a morire.
Ecco, non ho idea di cosa aspettarmi dal futuro di Twitter. Pur apprezzando la classica timeline cronologica, la complessità e vaghezza della situazione attuale mi rende difficile prendere una posizione netta e definitiva. Però mi trovo ancora una volta d’accordo con Mantellini, quando dice che, dopo l’annuncio dell’introduzione di un algoritmo e le seguenti proteste, a Twitter non sono rimaste che quattro alternative:
  1. A Twitter si spaventano per le violentissime reazioni e cambiano idea.
  2. A Twitter se ne fregano (come hanno fatto fino ad ora) e impongono l’algoritmo a tutti.
  3. A Twitter si affidano alla “dittatura del default” e rendono l’algoritmo deselezionabile.
  4. A Twitter lasciano agli utenti la scelta di attivare l’algoritmo se lo ritengono.

Sognatrice a tempo pieno, blogger part-time, geek nel tempo libero e cantante sotto la doccia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *