consigli per ritratti street photography

Street photography: come fotografare gli sconosciuti

7 esercizi per scattare foto ritratti ai passanti senza imbarazzo

Avvicinare sconosciuti passanti per scattare una foto mi ha sempre dato problemi. Come interpellarli? Capiranno le mie intenzioni? Che voglio un foto ritratto perché trovo abbiano personalità e un viso interessante? E se reagissero male?
Ho sempre avuto così paura che alla fine non ho mai provato.

In uno dei video sul canale YouTube di fotografia di Ed ho trovato ispirazione e consigli pratici. Parla con le persone e spiegati, imposta la messa a fuoco e aspetta con pazienza il momento giusto per scattare. Qualche volta fai finta di niente: non si sono accorti che stai fotografando proprio loro. E come regola generale, non fare la stronza. Sii gentile ed amichevole e loro lo saranno con te.

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Chiamatemi Anna: il making of della sigla d’apertura

Anna dai capelli rossi mi accompagna dalla scuola elementare. L’ho incontrata prima nella serie animata degli anni ’90 – hey, sapevi che le scenografie sono opera di Hayao Miyazaki?! Dopo ho recuperato i romanzi (i primi due, perché i seguenti sono francamente dimenticabili). Quanto poteva volerci perché Chiamatemi Anna, la nuova rivisitazione di Avonlea in chiave dark firmata Netflix, mi prendesse? Francamente, è bastata la sigla iniziale.

Difficile immaginare una sequenza d’apertura più raffinata. È stata creata dallo studio grafico Imaginary Forces, lo stesso dietro l’intro di Stranger Things, Jessica Jones e Mad Man. L’artista Brad Kunkle ha realizzato otto dipinti ad olio su legno e lino. Gli ci sono volute circa tre settimane per completarli.

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Quando i Beatles tennero un concerto e si presentarono solo in 18

Da qualche parte bisogna pur cominciare. Per i Beatles una di quelle parti fu il Palais Ballroom di Aldershot, dove nel 1961 si esibirono di fronte ad un pubblico di sole 18 persone. Nessun evento esclusivo… è che semplicemente dei Beatles non fregava niente a nessuno. I Beatles non erano ancora THE BEATLES. Era il primo concerto nel sud dell’Inghilterra per Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Pete Best.

Arrivammo, scaricammo la roba, i ragazzi posizionarono gli amplificatori e aspettammo che la gente arrivasse a frotte – e aspettammo, e aspettammo, e aspettammo.

Terry McCann

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Stranger Things: la soundtrack completa

Mornings are for coffee and contemplation è diventato il mantra del lunedì mattina. La verità è che quei piccoli nerd in bicicletta all’avventura per il quartiere iniziano a mancarmi, e ogni scusa è buona per parlare di Stranger Things. Dopo le 20 più belle fan art, per calarci ancora una volta nel mood della serie abbiamo la playlist comprensiva di tutte le canzoni orecchiate nel corso degli otto episodi.

Secondo quale criterio i fratelli Duffer, ideatori della serie, avranno selezionato le canzoni per Stranger Things, scegliendole tra il mare di brani musicali esistenti? Logico pensare che quelle fossero le canzoni della loro infanzia… E invece no.

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Kiki, consegne a domicilio: la magia nell’insicurezza

Tradizione vuole che quando una strega compie 13 anni lasci la famiglia partendo per l’apprendistato che la consacrerà strega a tutti gli effetti. Per onorare la tradizione, Kiki prende il volo sulla collaudata scopa di saggina della madre, alla ricerca di una città in cui mettersi alla prova. Possibilmente vista mare.

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meryl streep come florence

Florence, l’arte del cantare male

La storia tragicomica della peggiore cantante del mondo

Il viso come una maschera in cui naso e zigomi sono il punto d’appoggio del suono, il diaframma che regola la respirazione sostenendo il flusso d’aria, la lingua che si muove sui binari dei denti modulando la nota. Sono tutte cose che ho imparato dalla mia insegnante di canto, una soprano formidabile con un sorriso contagioso. Ho anche imparato che nemmeno la più orecchiabile aria di Mozart è facile da cantare, perché il suono corretto non è semplice da produrre. I professionisti ci riescono, e, lasciati alle cure di chi ci sa fare, anche i vocalizzi della Regina della Notte sembrano un gioco da ragazzi.

Ma quanto può essere difficile cantare male… di proposito?

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La La Land, citazioni a ritmo di jazz

Tutti i musical citati nel film musicale di Damien Chazelle

Premo il pulsante del bus, il campanello suona e si accende la luce rossa. Non è la mia fermata! Vabbè, scendo lo stesso: farò due passi.
È già buio e le macchine sfrecciano con i fanali accesi. Canticchio e sorrido mentre mi incammino verso casa. Sorrido!

Un film che mi fa quest’effetto per me è un film riuscito, e credo proprio che non mi toglierò dalla testa il jazz di La La Land ancora per un po’ di tempo.

Mentre ero in sala mi venivano in mente i vecchi musical con cui sono cresciuta: Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi
La La Land ne contiene tante di citazioni. Delicate, quasi impercettibili.

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