Kiki, consegne a domicilio: la magia nell’insicurezza

Tradizione vuole che quando una strega compie 13 anni lasci la famiglia partendo per l’apprendistato che la consacrerà strega a tutti gli effetti. Per onorare la tradizione, Kiki prende il volo sulla collaudata scopa di saggina della madre, alla ricerca di una città in cui mettersi alla prova. Possibilmente vista mare.

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Meryl Streep interpreta Florence Foster Jenkins

Florence, l’arte del cantare male

La storia tragicomica della peggiore cantante del mondo

Il viso come una maschera in cui naso e zigomi sono il punto d’appoggio del suono, il diaframma che regola la respirazione sostenendo il flusso d’aria, la lingua che si muove sui binari dei denti modulando la nota. Sono tutte cose che ho imparato dalla mia insegnante di canto, una soprano formidabile con un sorriso contagioso. Ho anche imparato che nemmeno la più orecchiabile aria di Mozart è facile da cantare, perché il suono corretto non è semplice da produrre. I professionisti ci riescono, e, lasciati alle cure di chi ci sa fare, anche i vocalizzi della Regina della Notte sembrano un gioco da ragazzi.

Ma quanto può essere difficile cantare male… di proposito?

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La la land

La La Land, citazioni a ritmo di jazz

Tutti i musical citati nel film musicale di Damien Chazelle

Premo il pulsante del bus, il campanello suona e si accende la luce rossa. Non è la mia fermata! Vabbè, scendo lo stesso: farò due passi.
È già buio e le macchine sfrecciano con i fanali accesi. Canticchio e sorrido mentre mi incammino verso casa. Sorrido!

Un film che mi fa quest’effetto per me è un film riuscito, e credo proprio che non mi toglierò dalla testa il jazz di La La Land ancora per un po’ di tempo.

Mentre ero in sala mi venivano in mente i vecchi musical con cui sono cresciuta: Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi
La La Land ne contiene tante di citazioni. Delicate, quasi impercettibili.

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Locandina di L'uomo che cadde sulla terra con David Bowie

L’uomo che cadde sulla terra

David Bowie esordisce sul grande schermo nel 1976 con L’uomo che cadde sulla Terra. Il ruolo pare scritto apposta per lui: è un alieno dalle fattezze umanoidi arrivato sulla Terra per trovare rimedio alla siccità che sta uccidendo il suo pianeta natale. Ma quella raccontata nel film di Nicolas Roeg è una storia di perdenti, non di eroi, e il protagonista è destinato a veder fallire il suo piano di salvezza, minato e consumato dalle passioni umane.

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Stranger Things fan art

Disegni e illustrazioni dal Sottosopra

20 Stranger Things fan art in onore della cultura pop anni ’80

Qui si parla di cultura pop e Stranger Things è cultura pop all’ennesima potenza! D&D, il poster di La Cosa di John Carpenter a cinque minuti dall’inizio dello show, e poi E.T., Spielberg, Alien, Star Wars, Stand by me e le atmosfere noir alla Stephen King.

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Il brachiosauro di Jurassic Park

Jurassic Park, storia di un’inquadratura perfetta

Avevo tre anni quando Jurassic Park è uscito al cinema. Scientificamente accurato o meno, era la prima volta che i dinosauri si muovevano sul grande schermo con il realismo della CGI.

C’è una scena, verso l’inizio del film, che è la mia preferita. Basta quella scena per capire perché il primo Jurassic Park, entrato nella storia del cinema, non ne uscirà mai.

Si tratta della prima volta che il dottor Grant ed Ellie vedono uno dei dinosauri del parco. Un brachiosauro, per la precisione.

Ecco, Spielberg avrebbe potuto inquadrare subito l’animale, immenso e sbalorditivo grazie alla computer grafica, ma Spielberg è un regista e il compito del regista è narrare.

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Star Wars

Star Wars, genesi di un fan

Non so cosa faccia nei weekend la gente normale, ma quelli come me alle volte passano un paio d’ore a guardarsi un documentario sulla realizzazione di Star Wars (trilogia originale).

Ho provato affetto e nostalgia nel vedere i video di backstage dal set di Tatooine, con Alec Guinness imperturbabile sotto il cocente sole africano e la troupe impegnata a montare R2-D2.

Star Wars – Una nuova speranza è il primo film che io abbia mai visto, o almeno è il primo di cui ho memoria. Era registrato su un vecchio VHS, Lucas non ci aveva ancora rimesso mano e Han sparava senza dubbio per primo.

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Maquisard, il videogioco ispirato ai film di Wes Anderson

Il Grand Budapest Hotel in videogioco

Con le sue ripetute simmetrie, i colori pastello, i personaggi da fumetto e le ambientazioni tagliate in sezione, Wes Anderson è sempre a un passo dalla pretenziosità, ma il rigore formale e narrativo con cui dirige i suoi film gli consentono di camminare sul bordo del baratro senza mai perdere l’equilibrio.

Roba da grandi narratori. Roba da grandi registi!
È proprio perché il cinema di Anderson mi piace tanto che oggi ti consiglio un videogioco a tema.

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