Film props

100 oggetti di scena che hanno fatto la storia del cinema

Non riesco a immaginare un jedi brandire un’arma diversa dalla spada laser, così come non riesco a figurarmi un modo migliore di un bicchiere d’acqua sul cruscotto dell’auto per annunciare l’arrivo di un t-rex. Gli oggetti danno carattere al film. Sono selezionati con un’accuratezza impensabile e persino il più banale di loro ha alle spalle una storia.

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Anne with an e opening

Chiamatemi Anna: il making of della sigla d’apertura

Anna dai capelli rossi mi accompagna dalla scuola elementare. L’ho incontrata prima nella serie animata degli anni ’90 – hey, sapevi che le scenografie sono opera di Hayao Miyazaki?! Dopo ho recuperato i romanzi (i primi due, perché i seguenti sono francamente dimenticabili). Quanto poteva volerci perché Chiamatemi Anna, la nuova rivisitazione di Avonlea in chiave dark firmata Netflix, mi prendesse? Francamente, è bastata la sigla iniziale.

Difficile immaginare una sequenza d’apertura più raffinata. È stata creata dallo studio grafico Imaginary Forces, lo stesso dietro l’intro di Stranger Things, Jessica Jones e Mad Man. L’artista Brad Kunkle ha realizzato otto dipinti ad olio su legno e lino. Gli ci sono volute circa tre settimane per completarli.

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Stranger Things soundtrack

Stranger Things: la soundtrack completa

Mornings are for coffee and contemplation è diventato il mantra del lunedì mattina. La verità è che quei piccoli nerd in bicicletta all’avventura per il quartiere iniziano a mancarmi, e ogni scusa è buona per parlare di Stranger Things. Dopo le 20 più belle fan art, per calarci ancora una volta nel mood della serie abbiamo la playlist comprensiva di tutte le canzoni orecchiate nel corso degli otto episodi.

Secondo quale criterio i fratelli Duffer, ideatori della serie, avranno selezionato le canzoni per Stranger Things, scegliendole tra il mare di brani musicali esistenti? Logico pensare che quelle fossero le canzoni della loro infanzia… E invece no.

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Kiki, consegne a domicilio: la magia nell’insicurezza

Tradizione vuole che quando una strega compie 13 anni lasci la famiglia partendo per l’apprendistato che la consacrerà strega a tutti gli effetti. Per onorare la tradizione, Kiki prende il volo sulla collaudata scopa di saggina della madre, alla ricerca di una città in cui mettersi alla prova. Possibilmente vista mare.

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Meryl Streep interpreta Florence Foster Jenkins

Florence, l’arte del cantare male

La storia tragicomica della peggiore cantante del mondo

Il viso come una maschera in cui naso e zigomi sono il punto d’appoggio del suono, il diaframma che regola la respirazione sostenendo il flusso d’aria, la lingua che si muove sui binari dei denti modulando la nota. Sono tutte cose che ho imparato dalla mia insegnante di canto, una soprano formidabile con un sorriso contagioso. Ho anche imparato che nemmeno la più orecchiabile aria di Mozart è facile da cantare, perché il suono corretto non è semplice da produrre. I professionisti ci riescono, e, lasciati alle cure di chi ci sa fare, anche i vocalizzi della Regina della Notte sembrano un gioco da ragazzi.

Ma quanto può essere difficile cantare male… di proposito?

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La la land

La La Land, citazioni a ritmo di jazz

Tutti i musical citati nel film musicale di Damien Chazelle

Premo il pulsante del bus, il campanello suona e si accende la luce rossa. Non è la mia fermata! Vabbè, scendo lo stesso: farò due passi.
È già buio e le macchine sfrecciano con i fanali accesi. Canticchio e sorrido mentre mi incammino verso casa. Sorrido!

Un film che mi fa quest’effetto per me è un film riuscito, e credo proprio che non mi toglierò dalla testa il jazz di La La Land ancora per un po’ di tempo.

Mentre ero in sala mi venivano in mente i vecchi musical con cui sono cresciuta: Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi
La La Land ne contiene tante di citazioni. Delicate, quasi impercettibili.

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Locandina di L'uomo che cadde sulla terra con David Bowie

L’uomo che cadde sulla terra

David Bowie esordisce sul grande schermo nel 1976 con L’uomo che cadde sulla Terra. Il ruolo pare scritto apposta per lui: è un alieno dalle fattezze umanoidi arrivato sulla Terra per trovare rimedio alla siccità che sta uccidendo il suo pianeta natale. Ma quella raccontata nel film di Nicolas Roeg è una storia di perdenti, non di eroi, e il protagonista è destinato a veder fallire il suo piano di salvezza, minato e consumato dalle passioni umane.

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