Neil Gaiman

Neil Gaiman: le 8 regole della scrittura

Nel febbraio del 2010 The Guardian ha intervistato 4 celebrati autori contemporanei domandando quali fossero i loro dieci comandamenti della scrittura. Mi sono piaciute le risposte di Neil Gaiman, non solo perché alla richiesta di dieci massime ha risposto con sole otto, ma anche perché i suoi consigli allo scrittore – scrivi, metti una parola dietro l’altra, finisci – racchiudono l’idea della scrittura come mestiere, un’arte che richiede fatica. L’immagine del divino fuoco della scrittura, che o ci nasci o non ci puoi far niente, m’è sempre stata un po’ indigesta, specie in questo periodo che fatico sulla pagina bianca. Le otto massime di Neil Gaiman mi dicono di tenere duro.

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Come funziona la creatività?

Grant Snider usa penna, inchiostro e tavolozza di colori per immortalare i meccanismi del processo creativo in strisce di fumetti sintetiche quanto acute e poetiche. Disegna l’ispirazione, la contemplazione e finanche la disperazione e la quotidiana frustrazione, fedele compagna di ogni guizzo di creatività. Sei un artista, uno che gioca con le parole, i colori e le note… Tu sai di cosa sto parlando!

come funziona la creatività

 

come funziona la creatività secondo Grant Snider

Nel nuovo libro di Grant Snider trovi tante tavole a fumetti, compresa questa qui sopra che la musicalità delle parole di Shakespeare mi ha obbligata a condividere nella speranza che anche tu potessi ascoltarne verità e perfezione.

* fonte del fumetto

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Perchè leggiamo, secondo C.S. Lewis

Pochi hanno spiegato l’incanto della lettura con l’accurata poesia di C.S. Lewis.

Filologo e letterato, C.S Lewis era un profondo conoscitore della letteratura e dell’uso delle parole per creare mondi: insegnava questo nel suo corso all’Università di Oxford (dove divenne amico di J.R.R. Tolkien) e poi era lui stesso uno scrittore. I sette volumi delle Cronache di Narnia nascono da una scintilla di fantasia rinfocolata dagli eventi della vita reale: all’età di sedici anni l’immagine di un fauno sotto la neve con un ombrello e dei pacchetti tra le mani, molti anni dopo la casa di famiglia che apre le porte a tre bambine evacuate da Londra per il pericolo della seconda Guerra Mondiale.

Mr. Tumnus e Lucy nella neve, illustrazione da Le Cronache di Narnia Il leone, la strega e l'armadio
illustrazione di Pauline Baynes

Nel suo saggio An experiment in criticism, pubblicato nel 1961, Lewis spiega come l’esperienza della lettura arricchisce lo spirito umano.

Those of us who have been true readers all our life seldom fully realize the enormous extension of our being which we owe to authors. We realize it best when we talk with an unliterary friend. He may be full of goodness and good sense but he inhabits a tiny world. In it, we should be suffocated. The man who is contented to be only himself, and therefore less a self, is in prison. My own eyes are not enough for me, I will see through those of others. Reality, even seen through the eyes of many, is not enough. I will see what others have invented. Even the eyes of all humanity are not enough. I regret that the brutes cannot write books. Very gladly would I learn what face things present to a mouse or a bee; more gladly still would I perceive the olfactory world charged with all the information and emotion it carries for a dog.

 

Quelli di noi che sono lettori da tutta la vita raramente realizzano appieno quanto di noi stessi dobbiamo agli autori. Lo capiamo meglio quando parliamo con un amico che non legge. Egli può essere pieno di bontà e di buon senso, ma vive in un mondo ristretto. In esso noi soffocheremmo. L’uomo che si accontenta di essere solo se stesso è come in prigione. I miei stessi occhi per me non sono abbastanza, vedrò attraverso quelli degli altri. La realtà, anche se vista attraverso gli occhi di molti, non è abbastanza. Vedrò che cosa hanno inventato gli altri. Persino gli occhi dell’intera umanità non sono abbastanza. Mi rammarico che gli incolti non possano scrivere libri. Imparerei molto volentieri come appaiono le cose ad un topo o ad un’ape; ancora di più mi piacerebbe percepire tutte le informazioni e le emozioni che il mondo degli odori trasmette ad un cane.

Leggendo diventiamo altri pur rimanendo noi stessi. Romanzi, poesie, fumetti… ogni storia è un’occasione per vivere una vita diversa dalla nostra, una vita che forse mai potremmo sperimentare. Le pagine di un libro (cartaceo o elettronico, non ha importanza) sono una finestra aperta su mille nuove esperienze: arricchiscono il nostro pensiero e la nostra anima.

In reading great literature I become a thousand men and yet remain myself. Like a night sky in the Greek poem, I see with a myriad eyes, but it is still I who see. Here, as in worship, in love, in moral action, and in knowing, I transcend myself; and am never more myself than when I do.

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Guida per babbani agli artefatti magici

Gli oggetti magici del mondo di Harry Potter raccolti in un poster

La storia del Prescelto ha un seguito, ma credo mi terrò alla larga da questo nuovo capitolo.
La ragione per cui non leggerò Harry Potter e la maledizione dell’erede è semplice: paura. Si, paura di guastare la mia fantasia di bambina (e poi adolescente). Harry Potter è la storia con cui noi degli anni ’90 siamo cresciuti, dai primi due libri magici e infantili ai volumi de I doni della morte, così cupi e avventurosi da essere letti nel giro di un paio di notti insonni nonostante la scuola il giorno dopo.

Per la verità, all’inizio La pietra filosofale mi attirava ben poco. Era stato un regalo di Natale o di compleanno, cadono vicini e non ricordo. Il libro è rimasto per qualche anno in camera mia, sullo scaffale della libreria a prendere polvere. Poi la notizia dell’uscita del film: ho preso in mano il romanzo maledicendomi per averlo snobbato tanto a lungo.

La storia di Harry Potter è, se vogliamo, piuttosto tradizionale: il tipico viaggio dell’eroe. Ho sempre pensato che il segreto del successo della saga fosse piuttosto nella capacità di creare un mondo fantastico, simile però al nostro, tanto da celarsi dietro il pilastro di una stazione.
Se ci fai caso, ad Hogwarts, Diagon Alley o tra le quattro mura della Tana non c’è proprio niente di sconosciuto: macchine, paioli, scacchi, gufi e cappelli sono tutte cose del mondo di babbani in cui viviamo. Ma con un pizzico di magia (chiamiamola pure fantasia) i gufi consegneranno lettere, i cappelli parleranno e le macchine voleranno.

La quotidiana straordinarietà degli oggetti del mondo di Harry Potter non deve aver affascinato solo me, perché lo studio creativo Pop Chart Lab, in collaborazione con Pottermore, ha creato un poster che li raccoglie tutti, ben catalogati per tipologia.

 
Il mio preferito è il Giratempo. Non credo sia necessario spiegare quanto sarebbe bello mettere la spunta a tutte le attività programmate per la giornata senza rinunciare a nemmeno un minuto di sonno.
E che cosa non darei per un pomeriggio di shopping da Tiri Vispi Weasley!

Perché aver paura di Tu Sai Chi?
Meglio aver paura di
NO-PUPÙ-NO-PIPÌ
La Sensazione Di Occlusione che Stringe la Nazione!

Con i loro slogan sarebbero i numeri uno del web marketing.

 

 
Ma ora dimmi di te! Com’è che hai conosciuto la saga? E tra tutti gli oggetti magici che affollano il mondo di Harry Potter, qual è il tuo preferito?

David Bowie: i 100 libri preferiti

L’artista, l’uomo, il mito… Volete il mio consiglio? Andate a vedere la mostra David Bowie is a Bologna! C’è tutto quello che vorreste conoscere e che avete sempre saputo di Bowie, raccontato con una perfetta combinazione di immagini, testi, video, documenti e, naturalmente, musica.

A parte un video che mostra il funzionamento del programma Verbasizer usato da Bowie su un vecchio Mac per aiutarsi nella composizione dei testi e l’attività pittorica del periodo berlinese (a me quasi del tutto sconosciuta), mi ha più di tutto incuriosita l’installazione di una delle sale centrali. È una struttura a spirale costituita da libri sospesi nel vuoto.

 

– 1 😍 #davidbowieisitalia #davidbowieexhibition #davidbowieis #davidbowie #davidbowieforever #italy #bologna

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I libri sono troppo in alto e l’ambiente troppo scuro per riuscire a leggere i titoli sulle copertine.

Le influenze sull’arte di Bowie sono ampiamente indagate lungo il percorso: società, musica, cinema… e anche letteratura. 1984 di George Orwell è citato spesso e una copia dell’Amante di Lady Chatterley compare in una teca insieme ad altri volumi appartenuti a Bowie.

Io però rimango con un dubbio: i libri sospesi sopra la mia testa sono titoli amati dall’artista o sono stati selezionati dagli allestitori di David Bowie Is secondo altri criteri?
Ma poi, cosa leggeva Bowie? Oltre a 1984 gli piacevano Metropolis di Fritz Lang e 2001: Odissea nello spazio… Forse potrei trovare qualcosa di mio gusto nella sua libreria!

È così che ho scoperto l’esistenza di un elenco dei 100 libri preferiti di David Bowie.
Bowie stesso ha pubblicato la lista su Facebook nell’ottobre del 2013. Non essendo riuscita a trovare il post originale, che pare perso per sempre, ho fatto qualche ricerca online.
Chissà… Forse qualcuno con una vista migliore della mia, visitando la mostra a Bologna, leggerà uno di questi titoli tra quelli sospesi in alto, al di sopra della sua testa!

I 100 LIBRI PREFERITI DI DAVID BOWIE

Il 42esimo parallelo, 1930, John Dos Passos

1984, 1949, George Orwell

The Age of American Unreason, 2008, Susan Jacoby

All the Emperor’s Horses, 1960, David Kidd

L’Amante di Lady Chatterley, 1928, D. H. Lawrence

The Amercian Way Of Death, 1963, Jessica Mitford

Gli Anni Fulgenti di Miss Brodie, 1961, Muriel Spark

Arancia Meccanica, 1962, Anthony Burgess

Awopbopaloobop Alopbamboom: The Golden Age Of Rock, 1968, Nik Cohn

Una banda di idioti, 1998, John Kennedy Toole, Marcos y Marcos

Beano, 1938, (fumetto)

Before the Deluge: A Portrait Of Berlin In The 1920s, 1972, Otto Friedrich

Berlin Alexanderplatz, 1929, Alfred Döblin

Billy Liar, 1959, Keith Waterhouse

The Bird Artist, 1994, Howard Norman

Blast, 1914-15, Wyndham Lewis

Buio a mezzogiorno, 2010, Arthur Koestler

Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, 1976, Julian Jaynes

La breve favolosa vita di Oscar Wao, 2007, Junot Diaz

Canti di Maldoror, 1869, Lautréamont

Città di notte, 1965, John Rechy

Corpi vili, 1930, Evelyn Waugh

David Bomberg, 1988, Richard Cork

English Journey, 1934, J. B. Priestley

Fra le lenzuola e altri racconti, 1997, Ian McEwan

Furoreggiava Kafka, 1993, Anatole Bromyard, Sylvestre Bonnard

Il Gabinetto delle Meraviglie di Mr. Wilson, 1999, Lawrence Weschler

Il Gattopardo, 1958, Giuseppe Tomasi Di Lampedusa

Il Giorno della Locusta, 1939, Nathanael West

Il Grande Gatsby, 1925, Francis Scott Fitzgerald

Hawksmoor, 1985, Peter Ackroyd

Herzog, 1964, Saul Bellow

Iliade, VI secolo a.C, Omero

Infants of the Spring, 1932, Wallace Thurman

Inferno (Divina Commedia), 1304-21, Dante Alighieri

The Insult, 1996, Rupert Thomson

Interviste a Francis Bacon, 2003, David Sylvester

L’io diviso, 1960, R.D. Laing

Journey into the Whirlwind, 1967, Eugenia Ginzburg

Ladra, 2013, Sarah Waters

The Life and Times of Little Richard, Charles White

Lolita, 1955, Vladimir Nabokov

Madame Bovary, 1956, Gustave Flaubert

Il Maestro e Margherita, 1967, Mikhail Bulgakov

McTeague, 1899, Frank Norris

Mentre morivo, 1930, William Faulkner

Metropolitan Life, 1978, Fran Lebowitz

Money, 2011, Martin Amis

Mr. Norris se ne va, 1935, Christopher Isherwood

Mystery Train. Visioni d’America nel rock, 1975, Greil Marcus

Nel castello di Barbablù, 1971, George Steiner

Nel ventre della balena, 1962, George Orwell

Notti al circo, 2003, Angela Carter

Nowhere To Run: The Story of Soul Music, 1984, Gerri Hershey

Octobriana and the Russian Underground, 1971, Peter Sadecky

Oltre il Brillo Box. Il mondo dell’arte dopo la fine della storia, 2010, Arthur C. Danto

The Outsider, 1956, Colin Wilson

Il Pappagallo di Flaubert, 2010, Julian Barnes

The Paris Review Interviste, 1977, Philip Gourevitch

Passing, 1929, Nella Larsen

A People’s Tragedy: The Russian Revolution 1890-1924, 1997, Orlando Figers

I Persuasori Occulti, 1957, Vance Packard

Il Ponte – La torre spezzata, 1930, Hart Crane

The Portable Dorothy Parker, 1944, Dorothy Parker

Private Eye, rivista satirica britannica pubblicata nel 1961

Processo a Henry Kissinger, 2003, Christopher Hitchens

La Prossima volta – Il Fuoco, 1963, James Baldwin

Puckoon, 1963, Spike Milligan

Ragazzo negro, 1945, Richard Wright

Raw (rivista grafica), 1980-91

Riflessioni su Christa T, 1968, Christa Wolf

Rumore bianco, 2010, Don DeLillo

A sangue freddo, 1965, Truman Capote

Il sapore della gloria, 1963, Yukio Mishima

Selected Poems, 1974, Frank O’Hara

Sexual personae: arte e decadenza da Nefertiti a Emily Dickinson, 1993, Camille Paglia

Silenzio, John cage, 1961

The Sound of the City: The Rise of Rock and Roll, 1970, Charlie Gillete

La sponda dell’Utopia, 2007, Tom Stoppard

La stanza di sopra, 1957, John Braine

Storia del popolo americano: dal 1492 a oggi, 2013, Howard Zinn

La storia della magia – Con un’esposizione chiara e precisa delle sue regole, dei suoi riti e dei suoi misteri, 1896, Eliphas Lévi

Strange People, 1974, Frank Edwards

Lo Straniero, 1942, Albert Camus

The Street, 1946, Ann Petry

Gli strumenti delle tenebre, 1983, Anthony Burgess

Sulla strada, 1957, Jack Kerouac

La Strada di Wigan Pier, 1937, George Orwell

Sweet soul music. Il rhythm’n’blues e l’emancipazione dei neri d’America, 2009, Peter Guralnick

Tales of Beatnik Glory, 1975, Ed Saunders

Teenage: The Creation of Youth 1875-1945, 2007, Jon Savage

La terra desolata, 1922, T. S. Eliot

Una tomba per un delfino, 1956, Alberto Denti di Pirajno

Ultima fermata a Brooklyn, 1966, Hubert Selby Jr.

I vangeli gnostici, 1979, Elaine Pagels

La via senza testa. Lo zen e la scoperta dell’ovvio, 1961, Douglas Harding

Le vie dei canti, 1986, Bruce Chatwin

Viz (rivista), 1979

Wonder Boys, 1995, Michael Chabon

Zanoni, 1842, Edward Bulwer-Lytton

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fumetto su frida khalo

Strani, ma non da soli

Sono qui e sono strana proprio come te.

Erroneamente attribuiamo questa frase a Frida Kahlo, artista messicana vissuta nella prima metà del ‘900.
L’autrice è Rebecca Martin, che, da grande fan di Frida, si è ispirata alla sua figura per scrivere un breve testo che ne condensasse la vita e il pensiero. La frase è poi stata sovrapposta ad una fotografia dell’artista: internet ha fatto il resto.
Questo non fa che rafforzare il messaggio del fumetto di Zen Pencils che stai per leggere: Frida Kahlo, con la sua unicità, è fonte d’ispirazione e modello per ragazze e donne di ogni generazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

So che ogni tanto ti senti “sbagliata” e fuori luogo.
Magari non avrai le sopracciglia folte, ma forse sei cicciottella o una tipa un po’ originale con gusti tutti suoi.
Io ero sono entrambe le cose. Quindi sa che c’è? Che se tu ti senti “strana”, siamo almeno in due!

Ti ameranno e ti prenderanno in giro per la tua peculiarità e per nessuna ragione specifica, o magari ciò che ti tormenta è un problema solo nella tua testa. Però sai una cosa? Non avere mai timore di essere te stessa: parla di ciò che ti appassiona, convivi pacificamente con i tuoi difetti fisici.

Mi ci sono voluti anni per imparare (e ancora non ho finito), ma guardandomi indietro mi pare di poter ringraziare proprio la mia “stranezza” per gli eventi e i legami più significativi della mia vita.

Non posso garantirti che quella sgradevole sensazione di inadeguatezza sparirà del tutto, anzi ti prometto che di quando in quando tornerà a farti visita: accoglila e sentila tua, ma solo per un attimo. Ricorda, non sei sola!

Se ti è piaciuto il fumetto, puoi acquistare Strange Like Me in formato poster!
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Perché è utile tenere un diario creativo

Hai mai provato a scrivere un diario? Io si, tante volte. Per anni il difficile è stato cominciare. Che cosa scrivere e come? Adesso ho una serie di taccuini su cui appunto giornalmente (o quasi) idee varie e scarabocchi sgraziati. Non proprio un diario, ma qualcosa di simile. Lo trovo utile per rendere più fluida la scrittura e organizzato il pensiero.

E poi ci sono le app: Day One è di certo il miglior diario digitale in circolazione.

In una interessante (e per nulla pallosa) conferenza, Teresa Amabile, docente alla Harvard Business School ed esperta di creatività nel mondo del business, ha dimostrato quanto è utile registrare con costanza gli avvenimenti professionali e personali della nostra vita.

Scrivere un diario è importante per varie ragioni: celebrare i piccoli successi, schiarirsi le idee e programmare la prossima mossa.
Forse questo vale solo per me, ma ho notato che mentre si sfogano i pensieri negativi, pian piano si fa strada la volontà di superare la difficoltà e, in generale, un atteggiamento più positivo. Tenere un diario è utile anche per questo.
Ancora più interessante è rileggere, magari a distanza di anni o anche solo di qualche mese: ritornare sui propri passi, ricordare fatti, sensazioni, e scoprire modelli di comportamento.

Diari, taccuini e appunti famosi

Cos’hanno in comune il generale Patton, la conduttrice televisiva Oprah Winfrey, il fotografo Edward Weston e l’artista Andy Warhol?

La professoressa Amabile apre con questa domanda la lezione. La risposta è che tutti e quattro questi personaggi tengono (o tenevano) traccia degli eventi della loro vita in un diario, ma non sono i soli. Ognuno di noi scrive, prende appunti, disegna e, in un modo o nell’altro, lascia traccia della propria personalità. Qui non ci sono regole, né esistono un modo giusto e uno sbagliato di tenere un diario: abbiamo la piena libertà di dire, fare, appuntare e scarabocchiare quello che vogliamo!

Nella primavera del 1884 Mark Twain era impegnato a riempire sette pagine del suo taccuino con i possibili nomi per un nuovo personaggio.

Mark Twain, diario, appunti, notes, pensieri, scritturaMark Twain – fonte

Marilyn Monroe dava sfogo a pensieri più intimi. Ricordando l’umiliazione nel venir punita dalla prozia Ida Martin, Marilyn avviava la riflessione su se stessa.

Marilyn Monroe, diario, appunti, notes, pensieri, scritturaMarilyn Monroe – fonte

Quello di Frida Kahlo era un diario visuale, un’opera d’arte in divenire attraverso cui la pittrice ha raccontato se stessa.

Frida Kahlo, arte, disegni, bozzetti, diario, appunti, notes, pensieri, scritturaFrida Kahlo – fonte

Dalle pagine del Travel Diary to the U.S.A. scopriamo che ad Albert Einstein piaceva accompagnare il testo alle immagini. Scopriamo anche che non era un gran disegnatore.

 

Albert Einstein, diario, appunti, notes, pensieri, scrittura, scarabocchiAlbert Einstein – fonte

Anne Frank avrebbe voluto fare la scrittrice e, vista la sua lucidità e sensibilità di pensiero, credo che avesse tutti i numeri per diventarlo. Anzi, scrittrice lo è diventata davvero, grazie al suo diario!

diario, appunti, notes, pensieri, scrittura, Anne Frank, pagineAnne Frank – fonte

Nel 1984 Nick Cave si appuntava parole, significati e sinonimi in una sorta di dizionario personale.

diario, appunti, notes, pensieri, scrittura, Nick Cave, pagineNick Cave – fonte

Lo scrittore Jack Kerouac preferiva un bloc notes.

Jack Kerouac, diario, appunti, notes, pensieri, scrittura, pagineJack Kerouac – fonte

Sulle pagine del suo diario l’esploratore Robert Peary sfogò il proprio entusiasmo per aver realizzato il sogno di una vita: essere il primo uomo a raggiungere il Polo Nord.

Robert Peary, diario, appunti, notes, pensieri, scrittura, pagine, polo nordRobert Peary – fonte

Per Charlotte Brontë la scrittura era un mezzo di evasione dalla realtà. Nel febbraio del 1836 confida alle pagine del proprio diario i sentimenti di ansia e alienazione causati da un lavoro senza soddisfazioni, ma quasi subito la sua penna va alla deriva e si immerge in un mondo di fantasia.

Charlotte Bronte, diario, appunti, notes, pensieri, scrittura, fantasia, pagineCharlotte Brontë – fonte

I benefici derivati dal tenere un diario o un quaderno personale di appunti sono molteplici e universalmente riconosciuti.

Vale la pena provare, non credi?

4 fumetti (non solo) per ragazze

Dicono che i fumetti siano roba da maschi. Beh, non è vero!
Nel settembre del 2015 il 53% di like, commenti e interazioni con le pagine Facebook di graphic novel, case editrici e affini venivano da donne. È finita l’epoca della stramba e solitaria ragazza nerd (ammesso che un’epoca del genere sia mai esistita): adesso i fumetti sono roba per tutti e un po’ lo si deve anche a quegli autori che eleggono a protagoniste delle loro storie ragazze e donne in gamba, che remano contro stereotipi e pregiudizi o almeno ci provano, come queste quattro!

MS.MARVEL


ms marvel volume 1


Kamala Khan è il primo personaggio Marvel di fede musulmana. Vive in New Jersey con la famiglia, in bilico tra due culture in contrasto. Da una misteriosa nebbia le deriva il potere di mutare forma, dimensioni e aspetto a proprio piacere. Al di là di un super potere che potrebbe adattarsi ad ogni adolescente a disagio nella propria pelle, è la freschezza con cui viene raccontata la differenza culturale a fare la differenza, tanto che Ms.Marvel si è aggiudicato l’Hugo Award 2015 per la migliore graphic story. La presenza di Sana Amanat (americana di origini pakistane come Kamala) alla guida del progetto editoriale ha fatto la differenza!

LUMBERJANES


lumberjanes


Avventura e amicizia al massimo! Le Lumberjanes sono un gruppo di ragazze scout alle prese con gli enigmi e i misteri che aleggiano sul campo estivo. Ognuna delle cinque ragazze ha debolezze e punti di forza che serviranno per superare le difficoltà: l’unione fa la forza.
Al lavoro su Lumberjanes c’è un team esclusivamente al femminile: Noelle Stevenson, Shannon Watters, Grace Ellis, Maarta Laiho, Brooke A. Allen.
I primi due numeri sono di una vitalità folgorante; nel terzo l’unità narrativa scricchiola leggermente, ma ci sono i dinosauri e il divertimento è assicurato.

L’IMBATTIBILE SQUIRREL GIRL

l'imbattibile squirrel girl volume 1

Il personaggio di Squirrel Girl non è nuovo all’universo Marvel. Fu creato nel 1992 da Steve Ditko e Will Murray per alleggerire il tono di un universo Marvel sempre più cupo in stile DC Comics.
Nel primo volume della nuova testata a lei dedicata, Doreen Green dovrà vedersela con Galactus, il Distruttore di mondi, in persona, per non parlare dei corsi d’informatica e di Nancy, la nuova compagna di camera al college.
Un fumetto non rivoluzionario, ma fresco e divertente si!

NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO


nausicaa della valle del vento volume 1


Un classico, un vero capolavoro!
Dalla penna di Hayao Miyazaki nasce Nausicaä, ragazza e principessa che rigetta ogni tipo di stereotipo e semplificazione facendosi promotrice di una convivenza pacifica tra uomo e natura in un universo post apocalittico (e vagamente steampunk).
Il manga è diviso in sette volumi tutti di pari qualità narrativa e nel 1984 Miyazaki ne ha tratto l’omonimo film d’animazione, interessante anche per il lavoro fatto da Hideaki Anno, futuro creatore dell’anime Neon Genesis Evangelion di cui getta le basi grafiche già in Nausicaa della Valle Del Vento.

Forza ragazze, altri fumetti al femminile da consigliare?