Psycho compie 60 anni. 7 curiosità sul film di Hitchcock

Sessant’anni fa – nel giugno del 1960 – in pochi cinema americani uscì Psycho, un film a basso budget, in bianco e nero (quando il cinema era già a colori) per risparmiare e girato da una troupe televisiva, quella di Alfred Hitchcock Presenta.
A quel punto della sua carriera Hitchcock aveva già dietro le spalle Notorius, Vertigo, La finestra sul cortile e Intrigo internazionale. Tutti successi di pubblico. Eppure quando si presentò con la sceneggiatura tratta dal romanzo Il passato che urla di Robert Bloch, la Paramount Pictures, scettica, accettò di fare Psycho solo quando Hitchcock promise di finanziare gran parte del film di tasca sua e di rinunciare al suo compenso, accontentandosi di una percentuale sugli eventuali profitti. Alla fine, Hitchcock l’ha avuta vinta!

1. La scena della doccia in numeri

  • 7 giorni di riprese
  • 78 posizioni di camera
  • 52 tagli di montaggio
  • 45 secondi di film montato

Il corpo di Janet Leigh sotto la doccia non si vede mai (all’epoca il nudo veniva evitato), non si vede sangue, il coltello non tocca mai il corpo della vittima, eppure l’illusione è totale.

2. Casa Bates è ispirata a un dipinto di Hopper

Il design di casa Bates, con il noto profilo stagliato sul cielo notturno in cima alla collina, è ispirato al dipinto di Edward Hopper La casa vicino alla ferrovia (1925).

La casa vicino alla ferrovia di Edward Hopper

3. Casa Bates esiste

Il set di Casa Bates è ancora in piedi e si trova negli Universal Studios di Los Angeles, dove Psycho è stato girato. Nel 1992 ci hanno ambientato un episodio della Signora in Giallo: La casa delle tenebre, stagione 8 episodio 13. Jessica risolve come sempre l’omicidio, ma alla fine dell’episodio si intravede un’ombra che osserva la signora Fletcher da una delle finestre della casa ormai chiusa e vuota.

4. Psycho è il primo film americano a mostrare un gabinetto

Nell’America degli anni ‘60 non solo mostrare corpi nudi al cinema era considerato disdicevole, anche inquadrare una toilette era sconveniente. Psycho fu il primo film a rompere il taboo: prima di entrare nella famosa doccia, Marion straccia un foglio di appunti e ne getta i frammenti nel gabinetto. Poi tira l’acqua.
Hitchcock si è premurato di inserire il primo piano del water in un importante snodo narrativo, così non avrebbe potuto eliminare la scena neanche se glielo avessero ordinato.

5. Il reggiseno di Marion

Janet Leigh inizia il film indossando un completo intimo bianco. È la primissima scena di Psycho. Più tardi Marion ruberà dalla cassa del suo datore di lavoro e fuggirà. Un acquazzone la costringe a fermarsi per la notte al primo motel che incrocia. Quando si cambia con indumenti asciutti vediamo di nuovo il reggiseno di Marion. Questa volta è nero. Con il furto, Marion ha mostrato di saper compiere azioni “malvagie”.

L’associazione del Bene e del Male con i colori bianco e nero non è una novità nel cinema. Nei wester i cowboy erano spesso dotati di cappello bianco oppure nero perché al pubblico fosse evidente per chi tifare.
Talvolta l’associazione è stata usata per “giocare” il pubblico, facendo credere, ad esempio, che Luke Skywalker si fosse convertito al lato oscuro della Forza per poi rivelare solo più tardi che, nonostante il colore nero dell’abito, la fodera interna è bianca.

Luke Skywalker in Star Wars – Return of the Jedi

6. Hitchcock stesso si occupò di promuovere il film

Terminato il film bisognava pubblicizzarlo in qualche modo per portare le persone in sala. La Paramount Pictures, casa produttrice del film, non aveva una gran fiducia nella riuscita di Psycho al botteghino. Lasciò quindi a Hitchcock l’onere di occuparsi di gran parte della promozione del film.
Oltre al tradizionale trailer, Hitchcock realizzò una sorta di anteprima di circa sei minuti in cui lui stesso accompagnava gli spettatori in una visita guidata al set di Psycho raccontando il soggetto del film.
Hitchcock scelse di non organizzare premiere o anteprime stampa e impedì agli attori protagonisti – Anthony Perkins e Janet Leigh – di rilasciare interviste promozionali. Poi chiese ai cinema di non permettere a nessuno di entrare in sala quando il film era già iniziato e invitò le persone che avevano visto il film a non fare spoiler. Tutto ciò accrebbe la curiosità intorno al film e contribuì a fare di Psycho un evento.

7. Intervistato da Truffaut a proposito di Psycho Hitchcock disse che:

Non è un messaggio che ha incuriosito il pubblico. Non è una grande interpretazione che lo ha sconvolto. Non è un romanzo molto apprezzato che l’ha avvinto. Quello che ha commosso il pubblico, è stato il film puro. E per questo il mio orgoglio per Psycho sta nel fatto che è un film che appartiene a noi registi, a lei e a me, più di tutti i film che ho girato. […] Il modo di costruire questa storia e di raccontarla ha portato il pubblico a reagire in modo emozionale.