Chiamatemi Anna: il making of della sigla d’apertura

Anna dai capelli rossi mi accompagna dalla scuola elementare. L’ho incontrata prima nella serie animata degli anni ’90 – hey, sapevi che le scenografie sono opera di Hayao Miyazaki?! Dopo ho recuperato i romanzi (i primi due, perché i seguenti sono francamente dimenticabili). Quanto poteva volerci perché Chiamatemi Anna, la nuova rivisitazione di Avonlea in chiave dark firmata Netflix, mi prendesse? Francamente, è bastata la sigla iniziale.

Difficile immaginare una sequenza d’apertura più raffinata. È stata creata dallo studio grafico Imaginary Forces, lo stesso dietro l’intro di Stranger Things, Jessica Jones e Mad Man. L’artista Brad Kunkle ha realizzato otto dipinti ad olio su legno e lino. Gli ci sono volute circa tre settimane per completarli.

Brad Kankle illustra la sigla di Chiamatemi Anna

Dopo il lavoro “analogico” del pittore, entra in gioco il digitale. Per portare alla vita i quadri di Kunkle in una sequenza d’apertura altrettanto suggestiva, i grafici hanno lavorato a modelli digitali in 3D. Era importante che la rielaborazione del materiale non snaturasse l’opera originale.

Il risultato è la sigla che vediamo in apertura di ogni episodio di Chiamatemi Anna: ricchissima di suggestioni e riferimenti.
In 40 secondi, la sequenza si muove dall’inverno all’estate, attraversando tutte le quattro stagioni. È il percorso emotivo (nonché fisico) della protagonista dal gelo dell’orfanotrofio al calore famigliare. Il passero, raffigurato capovolto nell’inverno, per l’autunno ha ritrovato il suo equilibrio. Come Anna.

illustrazione passero dalla sigla di chiamatemi anna

Le frasi più celebri del romanzo di Lucy Maud Montgomery appaiono intagliate nei rami che decorano ogni scena evocando la profonda connessione di Anne con la natura. La mia preferita?

But if you have big ideas, you have to use big words to express them, haven’t you?

Sono state le showrunner Moira Walley-Beckett e Miranda de Pencier a scegliere le citazioni, ma l’idea iniziale di inserirle nei dipinti è stata di Kunkle:

Sono cresciuto facendo escursioni sul Sentiero degli Appalachi, e se cresci vicino ai boschi vedi per forza questi intagli negli alberi. Di solito sono le iniziali di fidanzatini del liceo con un cuore intorno. Significa che il tuo amore crescerà insieme all’albero. Sono affascinato da questo concetto.

Nella sequenza d’apertura di Chiamatemi Anna non mancano gli animali. Una volpe, un gufo e un colibrì sono lì a raccontare la personalità di Anna: intelligente e guardinga, coraggiosa, gioiosa e chiacchierina.

C’è un dettaglio che subito non avevo notato: Anna che fa giurin giurella intrecciando il mignolo con un’altra se stessa dai capelli più scarmigliati e sciolti sulle spalle. Il gesto simboleggerebbe, secondo gli autori, la connessione con e l’accettazione di entrambi gli aspetti della sua personalità.

Io credo che quello sia anche un patto di auto-rispetto di se stessa, come quello di Jane Eyre, role model (più volte esplicitamente citata) dell’Anna di Netfilx.

Se tutto il mondo ti odiasse e ti credesse cattiva, mentre la tua coscienza ti approvasse e ti assolvesse dalla colpa, tu non saresti senza amici. – Jane Eyre

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Disegni e illustrazioni dal Sottosopra

20 Stranger Things fan art in onore della cultura pop anni ’80

Qui si parla di cultura pop e Stranger Things è cultura pop all’ennesima potenza! D&D, il poster di La Cosa di John Carpenter a cinque minuti dall’inizio dello show, e poi E.T., Spielberg, Alien, Star Wars, Stand by me e le atmosfere noir alla Stephen King.
Stranger Things ha il fascino del conosciuto declinato con un’originalità che non annoia e affascina l’appassionato e anche chi è estraneo all’immaginario geek e pop.
Se poi ci aggiungi l’ottima recitazione di un cast scelto per una volta tanto non secondo cliché estetici ma con l’obiettivo di portare in scena personaggi carismatici nel loro semplice realismo, una colonna sonora niente male* e una certa onestà di fondo nel raccontare la storia, allora forse mi perdonerai se mi sbilancio più di quanto faccio di solito e mi azzardo a definire Stranger Things migliore serie TV dell’anno. Certo lo è per me: da tempo non mi divertivo tanto davanti allo schermo!

Credo (ma su questo punto vorrei anche il tuo parere) che buona parte del divertimento derivi da una sceneggiatura attenta alla concatenazione degli eventi, ma senza soccombere all’ansia di voler spiegare l’inspiegabile. Will viene rapito dal mostro di una dimensione parallela, il Sottosopra, Undi ha poteri psichici e telecinetici. Ci vengono forniti alcuni elementi di comprensione – gli esperimenti scientifici, i poteri di Undici fuori controllo che aprono un varco dimensionale – ma i meccanismi di questo “altro mondo” rimangono un mistero. Se ci pensi, è un po’ quello che ha fatto Spielberg con E.T.: della natura del piccolo alieno sai poco niente, ma ti ha coinvolto ed emozionato, così, mentre scorrono i titoli di coda, fai congetture, fantastichi e, in definitiva, porti con te il personaggio ben dopo la fine della pellicola. E che bello quando questo succede!

Internet è la prova che non sono l’unica ad essere rimasta affascinata da Stranger Things, perché la rete è strapiena di stupendi lavori grafici dei fan che hanno voluto rendere omaggio a Mike, Undi e Barb con la loro arte. Qualche esempio?

Hai trovato altre fan art o ti ci sei cimentato tu stesso? Lascia un commento al post tramite Facebook e allega l’immagine! Espandiamo gli orizzonti del Sottosopra!

*Non temere, ho pensato anche a te: ecco le musiche di Stranger Things su Apple Music.