Fish: a tap essay

Cosa significa amare qualcosa su internet?

Sono assuefatta al continuo flusso d’immagini e informazioni di internet, e questo mi frustra parecchio perché tra tanta abbondanza nulla ha più significato. A condividere un link su Facebook ci metto un secondo, per un mi piace ci vuole ancora meno. E poi? E poi quell’articolo così interessante diventa uno fra i tanti, finché non scivola al fondo del mio feed. Non lo rivedrò mai più.

Dunque che cosa significa oggi amare qualcosa su internet?

Prosegui la lettura

100 oggetti dei film famosi

100 oggetti di scena che hanno fatto la storia del cinema

Non riesco a immaginare un jedi brandire un’arma diversa dalla spada laser, così come non riesco a figurarmi un modo migliore di un bicchiere d’acqua sul cruscotto dell’auto per annunciare l’arrivo di un t-rex. Gli oggetti danno carattere al film. Sono selezionati con un’accuratezza impensabile e persino il più banale di loro ha alle spalle una storia.

Prosegui la lettura

consigli per ritratti street photography

Street photography: come fotografare gli sconosciuti

7 esercizi per scattare foto ritratti ai passanti senza imbarazzo

Avvicinare sconosciuti passanti per scattare una foto mi ha sempre dato problemi. Come interpellarli? Capiranno le mie intenzioni? Che voglio un foto ritratto perché trovo abbiano personalità e un viso interessante? E se reagissero male?
Ho sempre avuto così paura che alla fine non ho mai provato.

In uno dei video sul canale YouTube di fotografia di Ed ho trovato ispirazione e consigli pratici. Parla con le persone e spiegati, imposta la messa a fuoco e aspetta con pazienza il momento giusto per scattare. Qualche volta fai finta di niente: non si sono accorti che stai fotografando proprio loro. E come regola generale, non fare la stronza. Sii gentile ed amichevole e loro lo saranno con te.

Prosegui la lettura

Chiamatemi Anna: il making of della sigla d’apertura

Anna dai capelli rossi mi accompagna dalla scuola elementare. L’ho incontrata prima nella serie animata degli anni ’90 – hey, sapevi che le scenografie sono opera di Hayao Miyazaki?! Dopo ho recuperato i romanzi (i primi due, perché i seguenti sono francamente dimenticabili). Quanto poteva volerci perché Chiamatemi Anna, la nuova rivisitazione di Avonlea in chiave dark firmata Netflix, mi prendesse? Francamente, è bastata la sigla iniziale.

Difficile immaginare una sequenza d’apertura più raffinata. È stata creata dallo studio grafico Imaginary Forces, lo stesso dietro l’intro di Stranger Things, Jessica Jones e Mad Man. L’artista Brad Kunkle ha realizzato otto dipinti ad olio su legno e lino. Gli ci sono volute circa tre settimane per completarli.

Prosegui la lettura

Quando i Beatles tennero un concerto e si presentarono solo in 18

Da qualche parte bisogna pur cominciare. Per i Beatles una di quelle parti fu il Palais Ballroom di Aldershot, dove nel 1961 si esibirono di fronte ad un pubblico di sole 18 persone. Nessun evento esclusivo… è che semplicemente dei Beatles non fregava niente a nessuno. I Beatles non erano ancora THE BEATLES. Era il primo concerto nel sud dell’Inghilterra per Paul McCartney, John Lennon, George Harrison e Pete Best.

Arrivammo, scaricammo la roba, i ragazzi posizionarono gli amplificatori e aspettammo che la gente arrivasse a frotte – e aspettammo, e aspettammo, e aspettammo.

Terry McCann

Prosegui la lettura